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LE SCELTE DI POLITICA ECONOMICA DA MONTI A RENZI, CON LO ZAMPINO DELL'EUROPA E DI DRAGHI, STANNO SOFFOCANDO L'ITALIA - LE DICHIARAZIONI DEL DEPUTATO D'ATTORRE DELLA MINORANZA DEL PARTITO DEMOCRATICO
Postato Mercoledì, 06 Maggio 2015, ore 15:35:00 da Amministratore

NORMATIVA E POLITICA carmelo.nesta scrive ...
"


È di questi giorni la notizia della decisione della Corte Costituzionale che ha bocciato la norma presente nella legge Fornero che prevedeva il blocco, per gli anni 2012 e 2013, dell'indicizzazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo Inps (quindi circa 1.500 euro lordi).
Un duro colpo per la finanza pubblica che si vedrà costretta a sborsare, immediatamente, ben 5 miliardi di euro ai circa 6 milioni di pensionati che si sono visti negare un riconoscimento garantito dalla Costituzione. ...




Come sindacalista accolgo con grande soddisfazione la decisione assunta dalla consulta, nel rispetto dei diritti costituzionali, anzi, ritengo che bisogna ancora indurre il Governo a ristabilire criteri di equità e giustizia rispetto ad altri punti della scellerata “legge Fornero”, a partire dall'ingiustizia subita dal personale della scuola (a cui fu impedito di andare in pensione nonostante avesse i requisiti) e dall’introduzione di meccanismi di flessibilità in uscita che permettano di lasciare prima il lavoro.

Ma, ancora, come sindacalista, sono preoccupato dalle misure che il governo adotterà per reperire i soldi necessari a rimediare a questo sbaglio e a tanti altri.

Io ritengo che chi ha sbagliato debba pagare. Ma purtroppo questo non accade mai!
Soprattutto nella pubblica amministrazione, nello specifico la Scuola, quindi MIUR, USR e USP, che ci costringono  a ricorrere spesso alla giustizia amministrativa per far valere i diritti dei nostri iscritti calpestati da errori o presunte interpretazioni di leggi e norme da parte di "solerti" funzionari. Ma chi ha sbagliato non paga mai personalmente, dirigenti e funzionari, ma paga sempre Pantalone, ovvero lo Stato, ovvero i cittadini, ovvero noi tutti.

In questo caso, Monti, Fornero e Napolitano in primis, poi tutti gli esponenti delle forze politiche che hanno votato il provvedimento dovrebbero pagare l'errore. Ma anche in questo caso paga Pantalone, cioè lo Stato, ovvero i cittadini., ovvero noi tutti.

Quali saranno le misure che il Governo adotterà? Ancora tagli alla scuola? Ulteriore blocco dei contratti nel pubblico impiego? Tagli al welfare? Aumento delle tasse?

Staremo a vedere!

Stiamo rischiando di giorno in giorno di fare la stessa fine della Grecia. Soffocata dalle politiche del rigore imposte dalla Germania e dagli Stati politicamente ad essa vicini, la stabilità economica dell'Italia e di tanti altri Paesi dell'Eurozona è fortemente minacciata.

L'Italia approvava nel 1992 il trattato di Maastricht con soddisfazione ed entusiasmo dell'allora governo Andreotti e da quasi tutti i partiti del Parlamento. L'entusiasmo e la soddisfazione provenivano dal fatto che l'Italia era riuscita ad imporre una interpretazione dinamica e flessibile dei parametri di Maastricht, in modo da non penalizzare le già evidenti debolezze della nostra economia. Ma già qualche anno prima dell'ingresso dell'Italia nell'euro cominciarono a modificarsi le impostazioni di Maastricht che diventano via via sempre più rigide sino al famigerato accordo sul pareggio di bilancio del 2012 che è stato previsto anche dal nuovo articolo 81 della nostra Costituzione.

Le regole di Maastricht non rispettate e modificate da regolamenti successivi costringono i governi  a imporre regole capestro (spesso anticostituzionali come la legge Fornero in Italia) a milioni di cittadini europei per rispettare le politiche di rigore imposte dall'Europa. Assistiamo alla chiusura di tantissime fabbriche con numerosi casi di suicidio di industriali e artigiani, all'impoverimento della classe media, al peggioramento dello stato sociale, alla disoccupazione sempre più crescente.

Ma la cosa più grave è che nessuno fa niente. Renzi diceva, all'inizio del suo mandato, che avrebbe fatto la voce grossa con la Merkel.
Non illudiamoci: ciò che è stato fatto e che si fa dagli ultimi governi, da Monti a Renzi, è tutto dettato dall'Europa.

Addirittura l'Europa impone un tasso di disoccupazione strutturale ad ogni paese, sotto il quale non si deve scendere per non far aumentare l’inflazione!

Non ci credete? Sentite cosa ha detto il deputato Alfredo D’Attorre, della minoranza del PD, alla trasmissione Omnibus del 1° maggio 2015:


Carmelo NESTA

"





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