IL DIRIGENTE SCOLASTICO: RESPONSABILE, ORGANIZZATIVO, VISIONARIO
Postato Martedì, 11 Novembre 2025, ore 09:36:44 da Amministratore |
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Ecco tre aggettivi adatti alla professione di dirigente scolastico:
Responsabile – per la gestione dell’istituto e delle risorse umane,
Organizzativo – per pianificare attività e gestire tempi e risorse,
Visionario – per guidare innovazioni educative e sviluppare inediti progetti scolastici.
Ma chi è il Dirigente scolastico?
È il legale rappresentante dell’istituzione scolastica (art. 25 del D.Lgs. 165/2001):
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Presiede il Collegio Docenti, la Giunta del Consiglio di Istituto e i Consigli di classe attuandone le delibere.
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Ha responsabilità di gestione finanziaria, organizzativa e didattica, inclusa l’assegnazione degli incarichi e la verifica del loro svolgimento.
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È garante della sicurezza e della qualità del servizio scolastico.
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È titolare delle relazioni sindacali
Le attitudini e le capacità richieste ad un Dirigente scolastiche sono quindi:
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Leadership e visione strategica: capacità di indirizzare l’istituto verso obiettivi educativi e organizzativi chiari.
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Competenze giuridico amministrative: conoscenza di norme, contratti collettivi e procedure.
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Capacità relazionali e negoziali: indispensabili per gestire conflitti e relazioni sindacali.
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Resilienza e autonomia: il dirigente spesso vive una condizione di solitudine istituzionale, dovendo assumere decisioni complesse senza un supporto diretto.
Il dirigente come titolare delle relazioni sindacali
Secondo il CCNL 2019 2021 (Vedi manuale RSU di Carmelo NESTA) il dirigente è titolare delle relazioni sindacali a livello di istituto.
Le relazioni si articolano in tre livelli:
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Informazione (art. 5 CCNL): trasmissione preventiva di dati e scelte. È considerata un vero e proprio atto di indirizzo del Dirigente, che illustra alle RSU e alle OO.SS. le risorse contrattuali disponibili (FMOF, progetti nazionali ed europei) e le scelte del Collegio Docenti e del Consiglio di Istituto, trasfuse nel PTOF e nei piani delle attività di docenti e ATA.
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Confronto (art. 6 CCNL): dialogo approfondito su orari, criteri di assegnazione, benessere organizzativo, lavoro agile.
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Contrattazione integrativa (art. 30 CCNL): definizione di criteri e compensi per incarichi e attività, con firma della RSU e verifica dei Revisori dei conti.
La solitudine del Dirigente
Il dirigente è spesso percepito come “autorità distante”, e, in realtà, vive una condizione di isolamento istituzionale: deve contemperare esigenze educative, amministrative, sindacali e sociali, assumendo responsabilità civili e penali ed è "solo"!
La sua autorevolezza si fonda sulla capacità di mediazione, sulla trasparenza e sulla costruzione di fiducia con tutte le componenti scolastiche.
Il Dirigente scolastico è molto più di un “Preside”!
Il termine “Preside” appartiene alla tradizione pre autonomia scolastica. Con il D.Lgs. 59/1998 e il D.Lgs.
165/2001 si è affermata la figura del Dirigente scolastico, con funzioni manageriali e responsabilità giuridiche più ampie rispetto al vecchio Preside, che era soprattutto un coordinatore didattico.Il dirigente scolastico è, quindi, un manager pubblico, un leader educativo e mediatore sociale.
La sua funzione richiede competenze giuridiche, gestionali e relazionali, ma anche equilibrio e resilienza.
La titolarità delle relazioni sindacali, con l’atto di informazione come indirizzo strategico, ne evidenzia il ruolo di garante della trasparenza e della partecipazione, in un contesto dove la solitudine decisionale è bilanciata dalla responsabilità verso studenti, famiglie e personale.
Abbiamo iniziato con tre aggettivi sulla professione di Dirigente scolastico:
Responsabile – per la gestione dell’istituto e delle risorse umane,
Organizzativo – per pianificare attività e gestire tempi e risorse,
Visionario – per guidare innovazioni educative e sviluppare inediti progetti scolastici.
Possiamo concludere con altri dieci:
Empatico – per comprendere e supportare studenti, famiglie e personale.
Deciso – capace di prendere decisioni importanti con sicurezza.
Comunicativo – trasmette chiaramente idee e direttive.
Collaborativo – favorisce il lavoro di squadra con docenti e personale ATA.
Equo – tratta tutti con giustizia e imparzialità.
Innovativo – promuove nuove metodologie didattiche e progetti.
Flessibile – sa adattarsi a situazioni e imprevisti.
Proattivo – anticipa problemi e propone soluzioni.
Autorevole – gode di rispetto e credibilità all’interno della comunità scolastica.
Motivante – sa incoraggiare e valorizzare studenti e personale.
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