
Si è svolto, in data 24 marzo 2026, presso l’ARAN l'incontro dedicato al rinnovo del CCNL 2025–2027. La sessione negoziale ha riguardato esclusivamente la parte economica, con particolare attenzione alla distribuzione delle risorse già stanziate dal Governo...
Dai dati illustrati emerge un incremento medio mensile lordo di circa 143 euro, con variazioni tra settori e profili professionali. Tali aumenti riguardano in particolare la retribuzione tabellare e le indennità fisse.
Per il personale docente della scuola gli aumenti oscillano tra circa 110 euro per le fasce iniziali e oltre 185 euro per le fasce più alte.
Per il personale ATA gli aumenti oscillano tra un minimo di euro 55,27 per le fasce iniziali a un massimo di incremento di euro 194,57 per le fasce più alte.
Nel comparto universitario gli incrementi previsti variano tra 112 e 151 euro, mentre negli Enti di ricerca si registrano aumenti più consistenti, proporzionati all’anzianità di servizio.
Per il personale AFAM, gli incrementi tabellari si collocano tra circa 90 e oltre 220 euro.
La scelta di concentrare le risorse sulla parte tabellare risponde all’esigenza di rafforzare gli stipendi del personale dei settori della conoscenza, ma è necessario prevedere risorse aggiuntive per colmare il divario retributivo con altri comparti della Pubblica Amministrazione.
In particolare, riteniamo opportuno destinare i circa venti milioni di euro non utilizzati per la mancata attivazione delle funzioni all’incremento della parte tabellare del personale ATA, corrispondendo una una tantum per l’a.s. 2025/26.
È inoltre urgente riconoscere i buoni pasto a tutto il personale, anche a chi opera in modalità di smart working, per garantire equità di trattamento.
Il Governo dovrà prevedere in Legge di bilancio almeno 1,5 miliardi annui per ridurre il divario retributivo con gli altri comparti e introdurre indennità oggi assenti, necessarie a valorizzare realmente il lavoro del personale della scuola, dell’università, della ricerca e dell’AFAM.
Chiediamo l’immediato avvio delle trattative per la parte normativa e la tempestiva esigibilità degli aumenti, soprattutto in un contesto segnato dall’aumento dell’inflazione.
Il confronto proseguirà il prossimo 1° aprile e continueremo a sostenere con determinazione la richiesta di risorse aggiuntive e di un rinnovo contrattuale che riconosca pienamente dignità e professionalità a tutto il personale del comparto.