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  Articolo n. 4891 - © News SNALS-Confsal Brindisi - 95 letture
FIRMATA LA PARTE ECONOMICA DEL CCNL 2025-2027 PER IL COMPARTO ISTRUZIONE E RICERCA
Postato Venerdì, 03 Aprile 2026, ore 11:42:48 da Amministratore

AZIONI DEL SINDACATO


È stata sottoscritta, in data 1° aprile 2026, l'ipotesi di accordo per la parte economica del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027 del Comparto Istruzione e Ricerca. L'accordo riguarda circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici che operano nelle istituzioni scolastiche ed educative, nelle università, negli enti pubblici di ricerca e nelle istituzioni dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM)...



L’Ipotesi è stata firmata all’unanimità, dal Presidente dell'ARAN, Antonio Naddeo, e dai rappresentanti di tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto.

Il negoziato si è chiuso in sole tre sessioni di lavoro, risultato eccezionale per un contratto di questa complessità e dimensione. Il CCNL 2022-2024 dello stesso comparto era stato sottoscritto appena prima dello scorso Natale: l'avvio e la chiusura della nuova tornata in meno di quattro mesi confermano la volontà del Governo, dell'ARAN e delle parti sindacali di garantire continuità e tempestività alla contrattazione collettiva pubblica.

Va sottolineato, inoltre, che per la prima volta nella storia delle relazioni sindacali pubbliche il contratto del Comparto Istruzione e Ricerca precede nella firma quello del Comparto Funzioni Centrali, tradizionalmente il primo contratto a essere sottoscritto all'avvio di ogni tornata. Un cambio di passo che misura la maturità raggiunta da questo tavolo negoziale.

👉 I numeri del contratto 2025-2027

L'accordo definisce gli incrementi mensili lordi degli stipendi tabellari, erogati in tre tranches annuali (1° gennaio 2025, 1° gennaio 2026, 1° gennaio 2027), comprensivi dell'anticipazione IPCA* già corrisposta ai sensi dell'art. 47-bis, comma 2, del d.lgs. n. 165/2001. A regime dal 1° gennaio 2027 l’incremento medio per l'intero comparto è 137 euro per 13 mensilità che si traduce, per il personale docente della scuola, in 143 euro medi per 13 mensilità.

* IPCA significa Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato
È calcolato da ISTAT secondo criteri europei definiti da Eurostat.
Serve a misurare l’inflazione reale, cioè quanto aumentano i prezzi dei beni e servizi nel tempo.
Nel pubblico impiego, l’IPCA è usato per:
- Calcolare gli aumenti salariali
- Adeguare gli stipendi al costo della vita
- Garantire che il potere d’acquisto non venga eroso dall’inflazione
Il caso di aumenti “comprensivi dell’anticipazione IPCA” significa che una parte degli aumenti è già stata anticipata negli anni precedenti.

👉 Il quadro d'insieme: tre contratti, una crescita storica

Per comprendere la portata del rinnovo appena sottoscritto è necessario collocarlo nell'arco del periodo 2022-2026 nel corso del quale sono stati sottoscritti tre contratti, a partire da quello relativo alla stagione contrattuale 2019-2021 (parte economica firmata a dicembre 2022). Sommando gli incrementi dei tre contratti consecutivi — 2019-2021, 2022-2024 e 2025-2027 — il comparto registra aumenti strutturali senza precedenti, pari ad euro 395 per 13 mensilità come media di comparto ovvero, per il personale docente, a 412 euro medi per tredici mensilità.

👉 Gli arretrati

Poiché l'ipotesi di accordo viene sottoscritta nel corso del secondo anno del periodo contrattuale di riferimento, il personale maturerà arretrati per la parte di incremento non ancora corrisposta. Calcolati con riferimento al 30 giugno 2026, gli importi stimati vanno da circa 815 euro a circa 1250 euro.

👉 Cosa succede adesso

Per l'Ipotesi di accordo si avvia ora l'iter previsto dalla normativa: la verifica di compatibilità finanziaria da parte delle amministrazioni competenti, i passaggi governativi e la certificazione della Corte dei Conti. Solo al termine di questa procedura il contratto potrà essere sottoscritto in via definitiva ed acquisterà efficacia giuridica.

Nel frattempo, l'ARAN convocherà a breve il tavolo negoziale per proseguire, senza soluzione di continuità, la trattativa sulla parte normativa del CCNL 2025-2027 — relazioni sindacali, rapporto di lavoro, lavoro agile, welfare contrattuale e tutti gli altri istituti che completano il quadro regolatorio del comparto.

Parallelamente, con riguardo agli altri comparti: le Funzioni Centrali sono già al tavolo; per le Funzioni Locali si attende l'atto di indirizzo per la convocazione immediata; seguirà il tavolo della Sanità.

👉 La dichiarazione del Presidente ARAN Antonio Naddeo

Come Presidente dell'ARAN sono molto soddisfatto di questa rapida conclusione della parte economica di un contratto molto complicato, che riguarda quasi un terzo di tutti i dipendenti pubblici italiani. Per la prima volta nella storia della contrattazione collettiva pubblica, il comparto Istruzione e Ricerca apre la tornata contrattuale nazionale. È un risultato che misura la qualità del dialogo costruttivo che si è instaurato con tutte le organizzazioni sindacali, le quali hanno firmato all'unanimità. Si sta recuperando il ritardo accumulato negli anni passati, e lo si fa con continuità, velocità e consenso.

👉 La dichiarazione del Segretario generale dello SNALS Elvira Serafini

Un primo passo, ma servono risorse vere per valorizzare docenti e ATA.
La firma della parte economica del CCNL 2025‑2027 rappresenta un risultato importante, ottenuto con tempi più rapidi rispetto ai precedenti rinnovi e capace di garantire aumenti certi: mediamente 140 euro dal 2027, con incrementi tra 110 e 185 euro per i docenti e 800 euro medi di arretrati per il 2025‑26 con l’una tantum di 110 euro per il personale ATA.

Nelle Università gli aumenti vanno da 95 a 150 euro mensili; negli Enti di ricerca crescono in modo più marcato, fino a oltre 460 euro per i profili apicali.

Nell’AFAM gli incrementi arrivano a 222 euro per le elevate professionalità, con aumenti proporzionati all’anzianità per funzionari, assistenti e operatori.

Positiva la scelta di destinare quasi tutte le risorse alla retribuzione tabellare, che assicura stabilità e riconoscimento professionale.

Ma per lo Snals‑Confsal questo non basta. Il divario retributivo che penalizza Scuola, Università e Ricerca rispetto agli altri comparti della PA resta evidente e non può essere ignorato. Servono scelte politiche più coraggiose e investimenti strutturali: almeno 1,5 miliardi annui aggiuntivi per colmare il gap salariale, introdurre indennità adeguate alle responsabilità crescenti, valorizzare ATA, DSGA e figure di sistema, estendere i buoni pasto e sostenere percorsi di crescita professionale reali.

La firma di oggi apre una fase decisiva. Nella parte normativa lo Snals‑Confsal porterà con determinazione proposte su organizzazione del lavoro, carichi professionali, welfare e riconoscimento delle competenze, chiedendo un contratto che metta finalmente al centro chi garantisce ogni giorno il funzionamento della scuola, dell’università, dell'afam e della ricerca.

Con serietà e fermezza, lo Snals-Confsal continuerà a difendere il valore del personale del comparto, chiedendo alla politica un impegno all’altezza delle sfide del Paese.

IPOTESI CCNL SUGLI ASPETTI DEL TRATTAMENTO ECONOMICO






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