
La Confsal celebra la sua nona edizione della Giornata del lavoro con un evento dedicato a ‘Lavoro è futuro’, venerdì 1° maggio 2026 in piazza del Plebiscito, a Napoli, a partire dalle 9.30. Un’edizione, quella di quest’anno, che ha visto alternarsi sul palco un ricco parterre di ospiti e testimonianze intorno al tema di quale sarà il lavoro di domani, concentrandosi sugli aspetti cruciali del dibattito attuale quali le disuguaglianze salariali, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la digitalizzazione e necessità di un sistema di tutele davvero inclusivo e universale...
In occasione del Primo Maggio, abbiamo voluto porre al centro del dibattito le grandi sfide che attraversano oggi il mondo del lavoro e sulle prospettive da tracciare insieme per progettarne il futuro, che impegnano quotidianamente l’azione sindacale Confsal, nel settore pubblico come in quello privato.
Decreto Primo Maggio: risultati e criticità
Nel corso dell’intervento è stata posta con forza la necessità di intervenire sul Decreto Primo Maggio, evidenziando sia i correttivi già ottenuti sia le criticità ancora aperte.
Il segretario generale della Confsal Angelo Raffaele Margiotta dichiara: “Prendiamo atto che è stato accolto il principio di equivalenza e che è stato riconosciuto anche il valore dei contratti che garantiscono trattamenti economici migliorativi, come quelli sottoscritti dalla CONFSAL.
È un risultato importante, che tutela il pluralismo contrattuale e valorizza i contratti ‘ultra equivalenti’”.
Il concetto di equa retribuzione non deve limitarsi agli aspetti economici, ma deve comprendere l’insieme delle tutele normative che vanno riconosciute a tutti i lavoratori, a prescindere dalla mansione o dal settore in cui si svolge”.
Sicurezza
Sul tema della sicurezza sul lavoro, è stata ribadita la centralità del preposto alla sicurezza, figura chiave nei processi di prevenzione. In questa direzione, la contrattazione collettiva – come già previsto nell’esperienza CONFSAL – è chiamata a riconoscere adeguati strumenti economici e tutele assicurative.
Questione salariale: una priorità non più rinviabile
“La questione salariale è centrale – ha ribadito Margiotta –. In Italia i salari non tengono il passo con l’inflazione e restano inferiori agli standard europei.
Nel settore pubblico, gli stanziamenti per il rinnovo contrattuale 2025-2027 sono insufficienti e coprono solo una minima parte della perdita di potere d’acquisto”.
Nel settore privato, la situazione è ancora più articolata: “Accanto a comparti con salari poveri, registriamo livelli retributivi non adeguati anche nei settori più forti. È un segnale evidente della debolezza della contrattazione collettiva”.
Riduzione del cuneo fiscale: scelta di equità
Sul piano fiscale, viene indicata una linea di intervento chiara e mirata alla tutela del lavoro dipendente: “La riduzione del cuneo fiscale deve privilegiare le detrazioni per lavoro dipendente. Intervenire sulle aliquote rischia di avvantaggiare anche i redditi fondiari e finanziari. Occorre concentrare le risorse su chi vive di lavoro”.
Diritti universali e inclusione
“Esiste un nucleo di diritti che deve essere garantito a tutti i lavoratori, senza distinzioni. La dignità del lavoro non può essere negoziabile”.
Sul tema dell’inclusione, Margiotta ha richiamato la necessità di superare le barriere ancora presenti nei luoghi di lavoro, promuovendo una piena partecipazione delle persone con disabilità.
Transizione digitale e intelligenza artificiale
“L’intelligenza artificiale rappresenta una sfida epocale – ha sottolineato Margiotta –. Non può essere lasciata senza regole. È necessario definire un quadro etico fondato su responsabilità, consapevolezza e partecipazione”.
La CONFSAL ribadisce il ruolo strategico della formazione e della partecipazione attiva dei lavoratori: “Il sindacato deve accompagnare questa trasformazione per evitare che si traduca in una nuova forma di disuguaglianza”.
Europa e pace
In apertura, è stato lanciato un forte richiamo alla responsabilità europea sul piano internazionale: “L’Europa deve assumere un ruolo autonomo e promuovere un’iniziativa forte per la pace, un Tavolo europeo per raggiungere una pace giusta e affinché le risorse destinate agli armamenti siano convertite in risorse a sostegno dell’economia del lavoro”.
Il Manifesto del Lavoro
“Con il nostro Manifesto del Lavoro – ha concluso Margiotta – proponiamo una visione chiara e coerente: rimettere al centro il lavoro, la dignità delle persone. Le nostre proposte sono socialmente radicali, da vera sinistra sociale, perché puntano a cambiare davvero le condizioni di vita dei lavoratori, senza ambiguità e senza compromessi al ribasso”.
"Tutelare i lavoratori sul piano giuridico ed economico, senza preconcetti né schieramenti, è il vero ruolo del sindacato. È questo l’impegno che vogliamo portare avanti, mettendo al centro esclusivamente i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori".
Lo afferma il vice segretario generale della Confsal, Rosalba La Fauci, intervenendo alla Giornata del lavoro “Lavoro è futuro”, organizzata dal sindacato in Piazza del Plebiscito, a Napoli, in occasione della Festa dei Lavoratori.
“Sulla sicurezza – prosegue – da anni proponiamo un decalogo di interventi concreti.
Abbiamo anche richiamato l’attenzione sull’applicazione del decreto legislativo 81/2008, che prevede una figura apicale fondamentale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, ma che troppo spesso resta inattuata.
Questa figura deve essere valorizzata e tutelata, affinché possa assumersi responsabilità reali.
Serve più formazione, ma soprattutto serve passare dalle parole ai fatti: non possiamo limitarci a ricordare le vittime ogni Primo Maggio senza incidere davvero sulle cause degli incidenti”.
“Assistiamo ancora oggi a un vero e proprio bollettino quotidiano di infortuni e morti sul lavoro – aggiunge – ed è evidente che non bastano più dichiarazioni di principio.
Occorre un cambio di passo deciso, con più controlli, più formazione e un sistema di responsabilità chiaro che coinvolga imprese, istituzioni e lavoratori”.
Nel giorno della Festa dei Lavoratori, La Fauci ribadisce che la sicurezza è il presupposto essenziale per qualsiasi riflessione sul futuro dell’occupazione.
“Non può esserci lavoro dignitoso senza sicurezza: la tutela della vita e della salute deve venire prima di tutto ed essere garantita ogni giorno, in ogni luogo di lavoro”.
L’intervento si inserisce nel confronto promosso dalla Confsal sulle principali criticità del mercato del lavoro, dai salari bassi alla precarietà fino agli effetti della transizione digitale.
“Siamo in una fase di profondi cambiamenti – osserva – e il rischio è che aumentino le disuguaglianze. Per questo il sindacato deve essere protagonista, capace di governare questi processi e rafforzare le tutele”.
Il segretario generale dello SNALS, Elvira Serafini: "Scuola pilastro del Paese, basta precarietà strutturale".
"La scuola è al centro della formazione e rappresenta un presidio fondamentale per la crescita del Paese, perché forma i professionisti di oggi e quelli di domani.
Il nostro comparto è complesso e articolato: comprende istruzione, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale, accompagnando i giovani lungo tutto il percorso che va dalla scuola al mondo del lavoro.
Per questo serve un impegno costante e concreto per garantire qualità, stabilità e prospettive a chi lavora nel sistema educativo".
Lo afferma la segretaria generale dello Snals, Elvira Serafini, intervenendo alla Giornata del lavoro “Lavoro è futuro”, organizzata dalla Confsal in Piazza del Plebiscito, in occasione della Festa dei Lavoratori.Serafini richiama quindi l’attenzione sulle principali criticità del settore, a partire dall’elevato numero di docenti e personale Ata precari.
“Non è più rinviabile – sottolinea – un piano straordinario di stabilizzazione che restituisca dignità a migliaia di lavoratori e garantisca continuità didattica agli studenti. La precarietà strutturale non può essere la normalità nel sistema scolastico”.
La leader dello Snals pone inoltre l’accento sul rinnovo contrattuale ormai imminente. “Siamo alla vigilia dell’apertura delle trattative: la parte economica è stata assicurata, ma ora è fondamentale intervenire anche sulla parte normativa. È necessario aggiornare le regole, adeguandole ai cambiamenti sociali e alle nuove esigenze del mondo del lavoro”.
Come Snals, conclude, "riteniamo sia arrivato il momento di un vero cambiamento: servono norme più moderne, capaci di valorizzare il personale e rendere il sistema educativo più efficiente, inclusivo e in linea con le trasformazioni in atto".

La Festa del lavoro o dei lavoratori è una festività celebrata il 1º maggio di ogni anno in molte nazioni del mondo, che intende ricordare l'impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori.
La festa del 1° maggio ricorda le battaglie operaie, in particolare quelle volte alla conquista di un diritto ben preciso: l'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (in Italia con il
regio decreto legge n. 692 del 15 marzo 1923).
Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell'Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.
L'origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un'analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l'evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all'Internazionale dei lavoratori - vicine ai movimenti socialisti ed anarchici - suggerirono come data della festività il primo maggio (anche festa di S.Giuseppe lavoratore).
Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Il 3 maggio i lavoratori in sciopero di Chicago si ritrovarono all'ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. La polizia, chiamata a reprimere l'assembramento, sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone diversi altri. Per protestare contro la brutalità delle forze dell'ordine gli anarchici locali organizzarono una manifestazione da tenersi nell'Haymarket square, la piazza che normalmente ospitava il mercato delle macchine agricole. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò nuovamente sui manifestanti provocando numerose vittime, anche tra i suoi.
L'11 novembre del 1887 a Chicago (USA), quattro operai, quattro organizzatori sindacali e quattro anarchici furono impiccati per aver organizzato il 1º maggio dell'anno precedente lo sciopero e una manifestazione per le otto ore di lavoro.
Il 20 agosto fu emessa la sentenza del tribunale: August Spies, Michael Schwab, Samuel Fielden, Albert R. Parsons, Adolph Fischer, George Engel e Louis Lingg furono condannati a morte; Oscar W. Neebe a reclusione per 15 anni. Otto uomini condannati per essere anarchici, e sette di loro condannati a morte. Le ultime parole pronunciate furono: Spies: "Salute, verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più forte delle voci che oggi soffocate con la morte!" Fischer: "Hoch die Anarchie! (Viva l’anarchia!)" Engel: "Urrà per l’anarchia!" Parsons, la cui agonia fu terribile, riuscì appena a parlare, perché il boia strinse immediatamente il laccio e fece cadere la trappola. Le sue ultime parole furono queste: "Lasciate che si senta la voce del popolo!"
L'allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un'opportunità per commemorare questi episodi. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l'oggetto della festività sull'antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro. Pochi giorni dopo il sacrificio dei Martiri di Chicago, i lavoratori di Chicago tennero un’imponente manifestazione di lutto, a prova che le idee socialiste non erano affatto morte.
La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.
In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo. La rivista La Rivendicazione, pubblicata a Forlì, cominciava così l'articolo Pel primo Maggio, uscito il 26 aprile 1890: "Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento".
La Festa dei Lavoratori in Italia
Appena si diffuse la notizia dell'assassinio degli esponenti anarchici di Chicago, nel 1888, il popolo livornese si rivoltò prima contro le navi statunitensi ancorate nel porto, e poi contro la Questura, dove si diceva che si fosse rifugiato il console USA.
Tra le prime documentazioni filmate della festa in Italia, il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentario Grandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria (indetta dalle classi operaie) che riprende la festa in sette quadri, e si può - così - vedere il corteo che percorre le strade affollate della Città: gli uomini, tutti con il cappello, seguono la banda che suona, con alcune bandiere.
In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista - che preferì festeggiare la Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma - ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.
Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA), quando la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.
Dal 1990 i sindacati, in collaborazione con il comune di Roma, organizzano un grande concerto per celebrare il primo maggio, rivolto soprattutto ai giovani: si tiene in piazza San Giovanni, dal pomeriggio a notte, con la partecipazione di molti gruppi musicali e cantanti, ed è seguito da centinaia di migliaia di persone, oltre a essere trasmesso in diretta televisiva dalla Rai.
(da WIKIPEDIA)
Dal 2017 la CONFSAL organizza la Giornata del Lavoro del 1° maggio a Napoli, piazza del Plebiscito, in diretta streaming e in collegamento con tutte le regioni d'Italia.