
Si è svolta l’11 maggio 2026 l’audizione delle organizzazioni sindacali del settore istruzione e di alcune associazioni davanti alla Commissione di studio incaricata di elaborare le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei (vedi nostro articolo in merito). Nel corso dell’audizione, lo SNALS Confsal ha presentato alla Commissione di studio la propria posizione sulle nuove Indicazioni nazionali per i Licei, collocando il proprio contributo in una prospettiva di responsabilità e di partecipazione autentica...
Il sindacato ha chiarito fin dall’inizio che una riforma di tale portata non può essere interpretata come un semplice aggiornamento curricolare, ma come un intervento che ridefinisce la funzione stessa del liceo nella società contemporanea. Per questo, lo SNALS CONFSAL ha scelto un approccio rigoroso, autonomo e costruttivo, attento tanto alla visione culturale quanto alle ricadute organizzative e professionali.
Un primo punto affrontato riguarda il metodo della consultazione. Il sindacato ha riconosciuto come positivo il fatto che il Ministero abbia coinvolto una platea ampia, includendo anche le Consulte studentesche, che per la prima volta ricevono formalmente il testo delle Indicazioni. Tuttavia, è stato osservato che la struttura del questionario proposto alle scuole appare troppo orientata al consenso e poco adatta a cogliere la complessità delle valutazioni richieste.
Il rischio, secondo lo SNALS CONFSAL, è che la consultazione si trasformi in un adempimento formale, privo della profondità necessaria. Per questo è stato chiesto che il Ministero adotti strumenti più articolati, capaci di raccogliere osservazioni qualitative, criticità reali e proposte operative, così da rendere il confronto un momento autentico di partecipazione democratica.
Sul piano culturale, lo SNALS CONFSAL ha riconosciuto che le nuove Indicazioni propongono una visione del liceo coerente con la sua tradizione: un luogo di formazione della persona e di sviluppo del pensiero critico. Tuttavia, è stato ribadito che questa impostazione, pur condivisibile, rischia di restare astratta se non accompagnata da condizioni concrete: organici adeguati, stabilità del personale, formazione continua e tempi distesi per la progettazione collegiale.
Il sindacato ha inoltre sottolineato che la qualità dell’offerta formativa non può essere affidata alla retorica del merito o dei talenti, ma richiede investimenti strutturali e un riconoscimento reale della professionalità docente.
Ampio spazio è stato dedicato alle innovazioni disciplinari. Lo SNALS CONFSAL ha apprezzato l’introduzione, per ogni disciplina, della sezione “Perché studiare questa disciplina”, riconoscendone il valore motivazionale e culturale. Tuttavia, ha osservato che questa scelta implica un profondo ripensamento della didattica, che non può essere lasciato alla buona volontà dei singoli docenti. Servono linee guida operative, percorsi di formazione mirati e spazi di confronto professionale, altrimenti la novità rischia di rimanere confinata nella teoria.
Riguardo al superamento della Geostoria, il sindacato ha riconosciuto l’importanza di restituire autonomia disciplinare a Storia e Geografia. La Geografia, in particolare, ha sofferto negli ultimi anni una marginalizzazione che ha indebolito la capacità degli studenti di orientarsi nella complessità globale.
Allo stesso tempo, la ridefinizione della Storia, con un arco temporale ampliato e una maggiore attenzione agli equilibri geopolitici contemporanei, è stata considerata una scelta coerente con le esigenze formative attuali. Tuttavia, lo SNALS-CONFSAL ha richiamato la necessità di prevedere tempi di transizione adeguati e un accompagnamento formativo, per evitare che la riforma si traduca in un aggravio disordinato del lavoro scolastico.
Particolarmente apprezzata è stata la proposta relativa alla matematica, presentata non più come insieme di tecniche, ma come esperienza intellettuale. L’idea di valorizzare l’errore come momento formativo, di introdurre i fondamenti dell’intelligenza artificiale e di dedicare il quinto anno a un percorso interdisciplinare è stata definita culturalmente avanzata.
Tuttavia, anche in questo caso, lo SNALS CONFSAL ha richiamato l’attenzione sulle condizioni operative: classi numerose, orari rigidi e carichi burocratici rischiano di ostacolare la realizzazione di un vero laboratorio del pensiero matematico.
Il tema dell’intelligenza artificiale, trasversale all’intero impianto delle nuove Indicazioni, è stato affrontato con particolare attenzione. Il sindacato ha condiviso l’obiettivo di formare una coscienza digitale capace di distinguere tra simulazione algoritmica e sapere validato, ma ha sottolineato che l’introduzione dell’IA nei curricoli richiede una strategia nazionale di formazione dei docenti, una chiara definizione dei confini etici e un’infrastruttura tecnologica adeguata. Non basta evocare l’IA come oggetto di studio: occorre garantire che le scuole dispongano degli strumenti per affrontarla in modo critico e consapevole.
Sul versante umanistico, lo SNALS CONFSAL ha apprezzato la valorizzazione della lettura come pratica identitaria e della letteratura come strumento di comprensione di sé e del mondo, soprattutto in un’epoca segnata dalla frammentazione digitale.
Tuttavia, ha ricordato che questa prospettiva richiede biblioteche scolastiche aggiornate, progetti di lettura e formazione specifica per i docenti. Anche la filosofia, ripensata come pratica argomentativa e come sapere storico, richiede tempo, spazi adeguati e classi non sovraffollate.
Infine, il sindacato ha espresso apprezzamento per l’attenzione dedicata all’educazione relazionale, al rispetto, all’empatia e al contrasto delle discriminazioni.
Tuttavia, ha ribadito che questa dimensione non può essere affidata solo alla buona volontà dei docenti: servono figure professionali dedicate, protocolli chiari e un rafforzamento della cultura organizzativa delle scuole.
In conclusione, lo SNALS Confsal, pur riconoscendo il valore culturale e pedagogico delle nuove Indicazioni, ha ribadito che la loro attuazione richiede un impegno serio e strutturale da parte dell’Amministrazione. Una riforma di questa portata non può essere calata dall’alto né affidata a una consultazione percepita come formale: deve essere costruita insieme alle scuole, ai docenti, agli studenti, alle famiglie e alle organizzazioni sindacali. La scuola italiana ha bisogno di riforme, ma soprattutto di stabilità, risorse e rispetto. Solo così le nuove Indicazioni potranno diventare un reale strumento di crescita per i licei e per il Paese.