
Si è concluso da poco presso l’ARAN il nuovo incontro dedicato alla parte normativa del rinnovo del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027. La riunione di oggi, 26 maggio 2026, rappresenta il prosieguo del confronto avviato il 12 maggio e si colloca dopo la firma dell’intesa sulla parte economica del contratto, sottoscritta lo scorso 1° aprile...
Il confronto aperto all’ARAN sulla parte normativa del rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 affronta un quadro articolato di questioni che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro, sulle prospettive professionali e sulla valorizzazione del personale della scuola.
Tra i temi maggiormente sentiti torna al centro del dibattito quello previdenziale, con particolare attenzione alla possibilità di reintrodurre forme di riscatto agevolato della laurea, misura ritenuta indispensabile per consentire a docenti e personale ATA di recuperare anni utili ai fini pensionistici senza costi eccessivamente gravosi.
Sul versante del reclutamento, il confronto sindacale punta a superare le criticità generate negli ultimi anni da procedure spesso lente e farraginose. In tale direzione si guarda con interesse alla reintroduzione del doppio canale di accesso, affiancando ai concorsi ordinari per titoli ed esami anche percorsi che valorizzino concretamente l’esperienza maturata sul campo. L’obiettivo è garantire stabilità agli organici e dare risposte efficaci al fenomeno del precariato storico che continua a interessare migliaia di lavoratori della scuola.
Particolare attenzione viene inoltre riservata ai docenti che hanno prestato servizio nelle scuole paritarie. Le organizzazioni sindacali chiedono il pieno riconoscimento degli anni svolti in tali istituzioni ai fini della ricostruzione di carriera, superando disparità che da tempo penalizzano molti lavoratori nonostante l’esperienza professionale effettivamente maturata.
Tra le proposte avanzate emerge anche la revisione dell’attuale sistema degli scatti stipendiali di anzianità. L’ipotesi sindacale prevede un primo gradone economico anticipato dopo tre anni di servizio, anziché dopo quattro come avviene oggi, con successivi avanzamenti a cadenza quadriennale. Una proposta finalizzata a rendere più equa e dinamica la progressione economica del personale, valorizzando maggiormente la continuità lavorativa e l’esperienza acquisita.
Nel corso delle future trattative si discuterà inoltre dell’introduzione dei buoni pasto per tutto il personale del comparto, una misura da sempre assente nei contratti della scuola ma già prevista in numerosi altri settori della pubblica amministrazione. Si tratta di una rivendicazione che punta a riconoscere concretamente la dignità professionale di lavoratrici e lavoratori della scuola, spesso esclusi da benefici presenti in altri comparti pubblici.
Resta infine aperta la questione dell’equiparazione dei diritti tra personale precario e personale di ruolo. In particolare, si chiede che i lavoratori con anni di servizio alle spalle, anche attraverso supplenze brevi e discontinue, possano vedere riconosciuti diritti e tutele analoghi a quelli del personale stabilizzato, almeno per quanto riguarda alcuni istituti contrattuali fondamentali. Una battaglia di civiltà e di giustizia che il sindacato considera imprescindibile per garantire pari dignità a tutto il personale della scuola.
LA POSIZIONE DELLO SNALS
A ribadire con forza una posizione chiara e determinata è stato lo SNALS-Confsal, che al termine dell’incontro ha diffuso una nota dai toni netti e senza ambiguità: “Non accetteremo un negoziato ridotto a una semplice manutenzione dell’esistente né compresso da vincoli organizzativi che limitino il confronto e mortifichino le reali esigenze del personale della scuola”.
Il sindacato ha rivendicato la necessità di ampliare in maniera significativa le materie demandate alla contrattazione nazionale, contrastando la tendenza a trasferire questioni fondamentali nelle decisioni unilaterali delle amministrazioni. Per lo SNALS, temi che incidono direttamente sui diritti, sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità del servizio scolastico non possono essere sottratti al confronto sindacale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema del lavoro agile. Lo SNALS-Confsal ha chiesto che la relativa disciplina venga estesa non soltanto al personale ATA, ma anche ai docenti, soprattutto in presenza di documentate condizioni personali, familiari o sanitarie, nel pieno rispetto della funzione educativa e della continuità didattica. Una proposta che punta a coniugare tutela della persona e qualità del servizio, superando rigidità ormai non più al passo con l’evoluzione del mondo del lavoro pubblico.
Tra i passaggi più duri del confronto vi è stata inoltre la denuncia della mancata attivazione di organismi previsti dai precedenti contratti e rimasti, di fatto, solo sulla carta. In particolare, lo SNALS ha richiamato l’attenzione sulla Commissione di controllo sugli atti unilaterali, mai realmente resa operativa. “Senza strumenti concreti di monitoraggio, verifica e garanzia – ha sottolineato il sindacato – ogni previsione contrattuale rischia di trasformarsi in una dichiarazione di principio priva di reale efficacia”.
La chiusura dell’intervento è stata affidata a un messaggio forte rivolto all’ARAN e all’intero tavolo negoziale: “Il contratto potrà anche essere definito ‘a costo zero’, ma non potrà mai diventare un contratto a diritti zero”. Una presa di posizione che riafferma con decisione la volontà dello SNALS-Confsal di difendere il valore del lavoro nella scuola, la dignità professionale del personale e il ruolo centrale della contrattazione come strumento di tutela e valorizzazione di tutti i lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca.
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