
Il Decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, recante «Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2026/2027, per l'accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) di competenza del Ministero dell'istruzione e del merito, per la promozione dell'integrazione degli studenti stranieri nell'ambito scolastico, nonché in materia di formazione superiore e ricerca», è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 227 del 30 settembre 2026 ed è entrato in vigore il 1° ottobre 2026...
Il provvedimento interviene su numerosi aspetti del sistema di istruzione: inclusione e sostegno, PEI, integrazione degli studenti stranieri, insegnamento dell'italiano, latino nella scuola secondaria di primo grado, libri di testo, cyberbullismo, personale scolastico, dirigenti scolastici, PNRR, istituti tecnici e professionali e formazione superiore.
Per la provincia di Brindisi assume inoltre un rilievo particolare la disposizione riguardante la Scuola Europea di Brindisi, inserita nel nuovo quadro normativo.
Sostegno e inclusione: cambiano le regole del PEI
Una delle parti più rilevanti del decreto riguarda gli alunni e gli studenti con disabilità.
Il provvedimento interviene sulla disciplina del Piano educativo individualizzato (PEI), modificando alcuni passaggi del decreto legislativo n. 66/2017.
Una novità significativa riguarda la definizione delle ore di sostegno.
Il numero delle ore viene ricondotto all'interno del percorso di elaborazione del PEI, con il coinvolgimento del Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione (GLO) e con l'obbligo di motivazione delle decisioni assunte.
Il decreto interviene inoltre sui tempi di predisposizione del PEI.
Per i nuovi casi è previsto un termine specifico per la predisposizione del PEI definitivo, fissato al 15 ottobre, mentre vengono disciplinate anche le modalità di aggiornamento del Piano durante l'anno scolastico.
Continuità delle ore di sostegno
Particolare attenzione viene riservata alla continuità.
Il provvedimento prevede che, in via prioritaria e compatibilmente con le disponibilità di organico, siano mantenute le ore di sostegno già riconosciute nell'anno precedente, evitando che la quantificazione del sostegno riparta ogni anno senza tenere conto del percorso educativo già definito.
Un'altra disposizione importante riguarda il funzionamento del GLO.
L'assenza di un componente regolarmente convocato non deve impedire, di per sé, l'approvazione del PEI quando ciò comporterebbe il mancato rispetto dei termini previsti.
Si tratta di disposizioni destinate ad avere ricadute concrete sull'organizzazione delle attività di sostegno e sul lavoro dei docenti, delle famiglie e dei componenti del GLO.
Studenti stranieri: arriva il limite del 30%
È probabilmente la misura che ha suscitato maggiore attenzione nel dibattito pubblico.
Il decreto introduce, a partire dall'anno scolastico 2027/2028, un limite del 30% nelle classi iniziali per determinate categorie di alunni e studenti con cittadinanza non italiana.
La norma, tuttavia, non considera indistintamente tutti gli studenti stranieri.
Scuola primaria
Per la scuola primaria il limite riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana che:
- non sono nati in Italia;
- oppure non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell'infanzia.
Secondaria di primo e secondo grado
Nella scuola secondaria il limite riguarda gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni del sistema nazionale di istruzione.
Il criterio, quindi, non è semplicemente quello della cittadinanza, ma tiene conto anche della storia scolastica e della precedente frequenza del sistema educativo italiano.
Cosa succede se il limite del 30% viene superato?
Il decreto prevede meccanismi di intervento da parte degli Uffici scolastici territoriali.
Quando le iscrizioni non consentono di rispettare il limite, gli studenti possono essere redistribuiti tra istituzioni scolastiche vicine.
La redistribuzione deve tenere conto del principio di prossimità al domicilio e delle particolari esigenze familiari.
La norma prevede inoltre specifiche risorse per sostenere le attività di potenziamento dell'italiano nelle scuole interessate.
Sono previsti 3,4 milioni di euro per il 2027 e 14,13976 milioni di euro annui dal 2028 per attività extracurricolari di potenziamento della lingua italiana nelle situazioni previste dal decreto.
Più italiano per gli studenti con difficoltà linguistiche
Il decreto collega la disciplina del limite del 30% a una più ampia strategia di rafforzamento dell'insegnamento della lingua italiana.
L'obiettivo è favorire l'inserimento degli studenti che presentano difficoltà linguistiche e creare condizioni più favorevoli per la partecipazione alle attività didattiche.
La questione linguistica viene quindi affrontata non soltanto attraverso la distribuzione degli alunni nelle classi, ma anche mediante specifiche attività educative e formative.
Percorsi di italiano anche per i genitori stranieri
Una delle disposizioni più innovative riguarda le famiglie.
Quando vengono rilevate persistenti barriere linguistiche che ostacolano l'integrazione scolastica, i servizi sociali possono predisporre un progetto di sostegno alla genitorialità.
Il progetto può comprendere un percorso gratuito di alfabetizzazione in lingua italiana presso i CPIA, finalizzato almeno al raggiungimento del livello A2.
Il decreto prevede anche conseguenze nel caso in cui il percorso previsto non venga svolto senza un giustificato motivo, con una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro.
È una disposizione che collega direttamente l'integrazione scolastica degli studenti alla partecipazione della famiglia al percorso di apprendimento della lingua italiana.
Volto coperto nelle attività scolastiche
Il decreto introduce inoltre una specifica disciplina sul volto coperto.
È vietata la partecipazione alle attività curriculari ed extracurriculari con il volto coperto o comunque non riconoscibile, salvo le eccezioni previste dalla norma, in particolare per specifiche esigenze sanitarie o connesse alle attività didattiche e formative.
Per le violazioni è prevista una sanzione amministrativa da 200 a 1.000 euro.
Nel caso di minori, il decreto disciplina anche la responsabilità dell'esercente la responsabilità genitoriale.
Il latino arriva nella scuola secondaria di primo grado
Un'altra novità destinata a suscitare interesse riguarda l'introduzione del Latino per l'educazione linguistica (LEL).
La nuova opportunità sarà disponibile, a partire dall'anno scolastico 2027/2028, nella scuola secondaria di primo grado.
Si tratta di un insegnamento facoltativo, organizzato con un'ora settimanale aggiuntiva, pari a 33 ore annuali.
La finalità dichiarata è quella di utilizzare il latino anche come strumento di educazione linguistica e di approfondimento della conoscenza delle radici della lingua italiana.
Libri di testo: nuove risorse per le famiglie
Il decreto interviene anche sul diritto allo studio e sul sostegno economico alle famiglie.
Per il 2026 vengono stanziati 21 milioni di euro aggiuntivi destinati alla fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo.
Dal 2027 viene inoltre modificata la disciplina dei contributi destinati alle famiglie, con un innalzamento del limite ISEE indicato dalla normativa da 30.000 a 40.000 euro e un ampliamento dell'ambito di applicazione.
La misura punta quindi a rafforzare il sostegno alle famiglie nell'acquisto dei materiali scolastici.
Cyberbullismo: nuove risorse
Il decreto rafforza anche le risorse destinate al contrasto del cyberbullismo.
Il Fondo permanente per il contrasto del fenomeno del cyberbullismo viene incrementato di 4 milioni di euro annui per il 2026 e il 2027.
Le risorse dovranno sostenere le attività di prevenzione, sensibilizzazione e contrasto del fenomeno.
Dirigenti scolastici: 14 milioni in più per posizione e risultato
Una disposizione di particolare interesse per la dirigenza scolastica riguarda il trattamento economico.
Il decreto incrementa di 14 milioni di euro per il 2026 il Fondo unico nazionale destinato alla retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici, con riferimento all'anno scolastico 2025/2026.
L'obiettivo indicato dalla norma è la progressiva armonizzazione del trattamento economico dei dirigenti scolastici con quello della restante dirigenza pubblica di livello non generale.
È importante precisare che non si tratta di un aumento uniforme e automatico di 14 milioni per ogni dirigente: la disposizione aumenta le risorse disponibili nel Fondo destinato alla componente variabile della retribuzione di posizione e alla retribuzione di risultato.
Personale scolastico e procedure di reclutamento
Il decreto interviene anche su alcune procedure riguardanti il personale della scuola e sull'organizzazione amministrativa.
Per il personale docente vengono introdotte modifiche alla disciplina collegata al periodo di prova e alla conferma in ruolo, mentre sono prorogate alcune disposizioni relative ai servizi educativi e scolastici comunali dell'infanzia.
Il provvedimento interviene inoltre su disposizioni riguardanti il personale ATA, gli istituti tecnici e professionali e altre misure connesse all'organizzazione del sistema scolastico.
Si tratta di norme che dovranno essere lette anche alla luce dei successivi provvedimenti attuativi e delle disposizioni contrattuali.
PNRR: accompagnamento e completamento degli interventi
Una parte consistente del decreto è dedicata all'accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) di competenza del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
L'obiettivo è assicurare continuità alle attività amministrative e operative necessarie per completare gli interventi programmati e rispettare gli impegni collegati al Piano.
Per le istituzioni scolastiche questo significa, in concreto, un ulteriore quadro di adempimenti collegati alla gestione, al monitoraggio e alla rendicontazione delle misure finanziate.
Una disposizione particolarmente importante per Brindisi: la Scuola Europea
Tra le disposizioni del decreto ce n'è una che interessa direttamente il territorio brindisino.
Il provvedimento interviene infatti sulla Scuola Europea di Brindisi, prevedendo il rifinanziamento delle attività e autorizzando l'avvio del percorso necessario alla candidatura per l'International Baccalaureate Diploma Programme (IBDP).
Per Brindisi si tratta di una disposizione di particolare rilievo perché riguarda una realtà scolastica strettamente collegata alla presenza internazionale sul territorio e alle esigenze formative di una comunità caratterizzata da una significativa dimensione europea e internazionale.
Il percorso verso l'International Baccalaureate potrà rappresentare un ulteriore elemento di qualificazione dell'offerta formativa della scuola.
Formazione superiore e ricerca
Il decreto non riguarda esclusivamente la scuola.
Una parte del provvedimento interviene infatti sul sistema della formazione superiore e della ricerca, con disposizioni che interessano università e istituzioni dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).
Tra gli interventi figura anche una revisione della terminologia relativa ai titoli rilasciati dalle istituzioni AFAM, con il riconoscimento della corrispondenza tra i diplomi accademici e le denominazioni di laurea e laurea magistrale previste dalla nuova disciplina.
Cosa cambia concretamente per le scuole
Il Decreto-legge n. 170/2026 introduce quindi un insieme molto ampio di interventi.
Per le istituzioni scolastiche le principali aree di attenzione saranno:
Inclusione
- nuove regole per il PEI;
- definizione e motivazione delle ore di sostegno;
- maggiore attenzione alla continuità;
- nuove tempistiche per il PEI;
- disciplina del funzionamento del GLO.
Studenti stranieri
- limite del 30% nelle condizioni previste dalla legge;
- redistribuzione degli alunni in caso di superamento;
- potenziamento dell'italiano;
- coinvolgimento dei CPIA e delle famiglie.
Offerta formativa
- possibilità di insegnamento facoltativo del latino nella scuola media;
- interventi sull'orientamento e sull'integrazione;
- misure contro dispersione e cyberbullismo.
Personale
- interventi sul reclutamento e sul periodo di prova;
- misure per il personale ATA;
- incremento delle risorse per la retribuzione variabile dei dirigenti scolastici.
Diritto allo studio
- 21 milioni aggiuntivi per i libri di testo nel 2026;
- ampliamento dei contributi alle famiglie.
Territorio
- specifico intervento sulla Scuola Europea di Brindisi;
- percorso verso l'International Baccalaureate.
Il ruolo della contrattazione e delle relazioni sindacali
Per il personale scolastico sarà ora necessario verificare attentamente le conseguenze applicative delle nuove disposizioni.
Il decreto-legge interviene infatti su materie che hanno ricadute sull'organizzazione del lavoro, sugli adempimenti delle istituzioni scolastiche, sulla gestione del sostegno, sulle responsabilità dei diversi soggetti e sulle condizioni di lavoro del personale.
Per questo sarà importante seguire i successivi decreti ministeriali, circolari applicative, indicazioni del MIM e disposizioni contrattuali, oltre all'iter parlamentare di conversione del decreto.
Il decreto-legge, infatti, dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione, pena la perdita di efficacia sin dall'inizio.
Il punto di vista SNALS: ora servono chiarezza applicativa e risorse
La pubblicazione del Decreto-legge n. 170/2026 apre una nuova fase.
Dalle intenzioni e dagli annunci si passa finalmente al testo normativo, che dovrà ora essere applicato nelle scuole.
Per il personale scolastico sarà fondamentale che le nuove disposizioni non si traducano semplicemente in ulteriori adempimenti e responsabilità per docenti, ATA e dirigenti, ma siano accompagnate da organici adeguati, risorse finanziarie, formazione e indicazioni applicative chiare.
Particolare attenzione dovrà essere riservata alle disposizioni sul sostegno e sul PEI, perché incidono direttamente sul lavoro quotidiano delle scuole e sulla qualità dell'inclusione.
Anche la nuova disciplina relativa agli studenti stranieri richiederà un'attenta fase di attuazione: il limite del 30% dovrà essere accompagnato da adeguate risorse per l'insegnamento dell'italiano e da criteri chiari per la gestione delle iscrizioni e dell'eventuale redistribuzione degli studenti.
Per il territorio brindisino, infine, assume un rilievo specifico la disposizione dedicata alla Scuola Europea di Brindisi, che merita di essere seguita con particolare attenzione nelle successive fasi attuative.