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  Articolo n. 3253 - © News SNALS-Confsal Brindisi - 470 letture
IL SENATO APPROVA LA MOZIONE PRESENTATA DAI SEGRETARI REGIONALI DI SNALS CONFSAL, FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA PER IL TRAMITE DEL SENATORE D'AMBROSIO LETTIERI (PRIMO FIRMATARIO) E ALTRI
Postato Giovedì, 02 Marzo 2017, ore 16:11:44 da Amministratore

AZIONI DEL SINDACATO

Palazzo Madama

Il Senato approva la mozione presentata in data 21 febbraio 2017 sostenuta unitariamente dalle Organizzazioni Sindacali pugliesi di SNALS Confsal, FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola e condivisa  dai Parlamentari D'AMBROSIO LETTIERI (primo firmatario), STEFANO, TOMASELLI, LIUZZI, VICECONTE, PERRONE, AIELLO, TARQUINIO, BOCCARDI, BRUNI, COMPAGNONE, DI MAGGIO, MILO, ZIZZA ...



In questi nostri precedenti articoli vi avevamo dato notizia della iniziativa dei Segretari regionali di SNALS Confsal Chiara DE BERNARDO, FLC CGIL Claudio MENGA, CISL Scuola Roberto CALIENNO,  UIL Scuola Giovanni VERGA e GILDA Unams Francesco CAPACCHIONE di un incontro, a Roma, per martedì 21 febbraio 2017, presso la VII Commissione Cultura del Senato per presentare una mozione sullo stato di malessere che sta vivendo il sistema scolastico nazionale ed in particolare quello pugliese relativamente alla situazione degli organici delle scuole.

La mozione è stata approvata!

(1-00731) (testo 2) (28 febbraio 2017)
D'AMBROSIO LETTIERI, STEFANO, TOMASELLI, LIUZZI, VICECONTE, PERRONE, AIELLO, TARQUINIO, BOCCARDI, BRUNI, COMPAGNONE, DI MAGGIO, MILO, ZIZZA.
Approvata

 

Il Senato,

premesso che:
            la legge n. 107 del 2015 su "la buona scuola" prevedeva, tra gli altri, un piano di mobilità dei docenti, insieme al piano di assunzioni varato dal Governo pro tempore Renzi;
            al personale docente, da una parte, sarebbe stato consentito di spostarsi nella sede più gradita, anche "in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia" e, dall'altra, con la "chiamata diretta" alla scuola sarebbe stato consentito di scegliere il docente;
           
premesso, inoltre, che:
            l'anno scolastico 2016/2017 ha visto il più caotico trasferimento di docenti di ruolo e di movimenti di docenti non di ruolo che sia mai avvenuto;
            si stima che almeno due milioni e mezzo di studenti (su un totale di oltre 7.800.000 studenti) abbiano avuto almeno un insegnante diverso rispetto all'anno precedente;
            gli studenti con disabilità sono stati maggiormente penalizzati, poiché i posti assegnati agli insegnanti di sostegno sono in deroga, ovvero non sono stabili; in conseguenza, i docenti di sostegno non di ruolo cambiano ogni anno;
            nell'anno scolastico 2016/2017, sono stati oggetto di trasferimento circa 207.000 docenti (più 50.000 precari) ovvero il 200 per cento in più rispetto, per esempio, ai 69.000 trasferimenti dell'anno scolastico 2008/2009;
            detta "migrazione" di docenti ha comportato un vorticoso mutamento di progetti formativi e didattici, di metodi di insegnamento e di apprendimento, di spiegazione e di valutazione, nonché di relazioni interpersonali che molto ha gravato sui livelli di apprendimento degli studenti;
            l'alto tasso di mobilità tra i docenti, che si è registrato nell'anno scolastico in corso, ha causato, quindi, il venire meno della continuità didattica per larga parte degli alunni;
            in alcune grandi città si è registrato, addirittura, il fenomeno della "migrazione" degli alunni dalle scuole statali all'indirizzo di altre e diverse offerte formative;
           
premesso, inoltre, che:
            secondo lo studio "Educational choises and the selection process before and after compulsory schooling", a parità di altre condizioni, il minor numero di fallimenti scolastici corrisponde ad una maggiore stabilità del personale docente;
            la sentenza n. 3104/2009 del Consiglio di Stato aveva sancito l'obbligo per l'amministrazione di garantire la continuità didattico-educativa nei confronti di un alunno diversamente abile, a mezzo della conferma dell'insegnante di sostegno;
            in via generale la continuità didattico-educativa dovrebbe essere sempre garantita a tutti gli alunni;
                   
considerato che:
            l'accordo sulla mobilità sottoscritto fra il Governo e i sindacati di categoria, firmato il 29 dicembre 2016, prevede una nuova deroga da ogni vincolo di permanenza per tutti i docenti di ruolo, ovvero i docenti potranno nuovamente chiedere il trasferimento ad altra sede differente rispetto a quella occupata attualmente;
            detta soluzione, nelle intenzioni, dovrebbe favorire il rientro dei docenti che sono stati assegnati al Nord e, al contempo, l'immissione in ruolo dei precari;
           
considerato, inoltre, che:
            in alcune aree del Paese l'offerta didattica è sovrabbondante rispetto ai posti disponibili, mentre, al contrario, in altre aree è presente una scarsa disponibilità di posti rispetto alla richiesta;
            di conseguenza, anche nel prossimo anno scolastico ci sarà un'altra grande "movimentazione" di docenti, che provocherà una ulteriore instabilità al sistema scolastico con una sempre più accentuata precarietà di docenti, soprattutto nelle scuole dell'Italia settentrionale e centrale;
            la maggior parte del corpo docente è costituito da insegnanti di genere femminile, ovvero di donne che sono costrette a lavorare, talora a migliaia di chilometri lontano da casa con pesanti disagi personali, familiari e, ovviamente, economici;
           
considerato, altresì, che:
            il comma 84 dell'articolo 1 della legge n. 107 del 2015 conferisce al dirigente scolastico, nell'ambito dell'organico dell'autonomia assegnato, il potere di ridurre il numero di alunni per classe, rispetto a quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 81 del 2009, allo scopo di migliorare la qualità didattica, anche in rapporto alle esigenze formative degli alunni con disabilità;
            l'organico dell'autonomia, per esempio, a disposizione delle scuole pugliesi, però, non consente di ridurre il numero di alunni per classe, neppure in presenza di uno o più studenti diversamente abili;
            il numero insufficiente di posti di sostegno di diritto in organico provoca l'autorizzazione successiva (quando l'anno scolastico è già avviato) a migliaia di posti in deroga, con gravi e ovvi disagi per gli allievi;
            il rapporto tra alunni e classe registrato, per esempio, in Puglia è fra i più alti d'Italia: in numerose classi vi sono oltre 28 studenti, che possono arrivare fino a 50 nelle classi che ospitano anche i migranti;
            gli organici del personale docente pugliese, storicamente sempre insufficienti rispetto alle richieste, hanno fortemente condizionato fin qui la possibilità di riqualificazione culturale dell'intera area dal punto di vista, per esempio, dell'innovazione tecnologica;
            in Puglia, per esempio, occorrerebbero almeno 3.000 posti in più;
            il tasso di dispersione scolastica registrato in Puglia è ancora sensibilmente alto. La Puglia, ad esempio, è al terz'ultimo posto per diffusione del tempo pieno nella scuola primaria e, specularmente, è al secondo posto per ricorso al modello a 27 ore (solo 1.952 classi, su un totale di 9.100, sono a tempo pieno);
            preso atto che il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, a margine della firma dell'accordo citato, ha dichiarato che "l'obiettivo prioritario è quello della continuità didattica",
                   

 

 impegna il Governo:
           

  1. a porre in essere ogni misura utile a ridurre il precariato nelle scuole italiane di ogni ordine e grado anche attraverso la piena attuazione di quanto sarà previsto dal decreto legislativo attuativo della lettera b) del comma 181 dell'articolo 1 della legge n. 107 del 2015;

  2. ad attivarsi affinché sia sempre più rafforzata la continuità didattica;

  3. a provvedere alla graduale stabilizzazione in organico dei posti di sostegno, anche al fine di garantire agli alunni diversamente abili una certa continuità didattica;

  4. ad assumere ogni iniziativa finalizzata al contenimento della dispersione scolastica, anche attraverso la diffusione del tempo pieno;

  5. ad incrementare l'organico dell'autonomia delle istituzioni scolastiche dell'intero territorio nazionale tenendo conto, oltre che dell'incremento o del decremento della popolazione scolastica, anche del tempo scuola, della presenza di aree montane o di piccole isole, di aree interne, a bassa densità demografica o a forte processo immigratorio, nonché di aree caratterizzate da elevati tassi di dispersione scolastica, ai sensi dell'articolo 1, comma 95, della legge n. 107 del 2015;

  6. a garantire l'attuazione dell'articolo 1, comma 7, lettera n) della legge n. 107 del 2015, nella parte in cui consente la riduzione del numero di alunni e di studenti per classe.







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